LA PAROLA

Partiamo dalle origini, che cos'è la parola?
Che senso ha la sua presenza nelle nostre vite?
Susanna Tamaro ci ricorda che: "Ogni parola è un seme".
Nel Vangelo secondo Giovanni al capitolo primo è riportato: "Nel principio era la parola, la parola era con Dio, e la parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei, e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini".
Per noi psicologi, il termine "Parola" assume un significato complesso, che non si limita alla semplice espressione verbale.
Le parole sono lo strumento di espressione e comunicazione con cui gli individui comunicano i loro stati mentali, le emozioni e danno significato al mondo che li circonda.
La parola è un elemento chiave della relazione terapeutica, in quanto durante il colloquio l'espressione verbale permette al paziente di esplorare e comprendere meglio il proprio mondo interiore.
In psicoanalisi, citando Lacan, il termine "Parola" assume due significati:
- Parola piena, si riferisce ad un'espressione autentica e significativa, capace di rivelare aspetti profondi dell'inconscio;
- Parola vuota, è qualcosa che si ripete ed è priva di autenticità.
Tornando alle citazioni della scrittrice Susanna Tamaro, che significato assume la parola nella nostra vita?
In un suo brano la cantante Giorgia ci dice che "anche i silenzi ... hanno parole".
In un tempo lontano i contratti si chiudevano con una parola e una stretta di mano, a significare che la parola data era di importanza vitale.
Oggi essa assume significati diversi, ma la sua essenza nell'animo umano ha tuttora un impatto molto forte, capace di plasmare le menti più fragili e delicate come quelle dei bambini e degli adolescenti e di lasciare comunque un segno in profondità in ogni essere umano.
Nel linguaggio dei segni italiano (LIS), una parola (o meglio, un segno) viene definita secondo quattro parametri fondamentali:
- la configurazione, ovvero la forma della mano;
- il luogo, dove il segno viene eseguito;
- il movimento, ovvero la dinamica del segno;
- l'orientamento, ovvero come è rivolto il palmo della mano.
La parola può creare e distruggere al contempo, una volta uscita non può più rientrare e produce inevitabilmente un suo effetto.
La parola può essere ben compresa, ma anche fraintesa, probabilmente è lo strumento più potente della terra ed è proprio per questa ragione che il suo uso dovrebbe essere ben "dosato".
In genere i più saggi consigliano alle nuove generazioni di contare fino a 10 prima di parlare; un famoso attore italiano (Lino Banfi) in una sua battuta dichiara che "una parola è troppa e due sono poche".
Certamente, che sia scritta o parlata o comunicata attraverso il linguaggio dei segni, la parola è lo strumento di eccellenza del quale non possiamo fare a meno, in quanto necessaria poiché, come disse Aristotele "l'uomo è un animale sociale" e non potrebbe vivere alienato da se stesso e dall'altro e non potrebbe privarsi dell'uso della parola.
Letizia Renzi